Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge nasce dalla necessità di riconoscere il diritto a tutti gli aumenti concessi in vigenza del contratto triennale al personale delle Ferrovie dello Stato cessato dal servizio nel periodo compreso fra il 1981 e il 1995, di eliminare interpretazioni difformi dallo spirito delle disposizioni emanate, al fine di evitare una enorme massa di pendenze giudiziarie, sempre più numerose, che hanno un costo di rilevanza non trascurabile, e di rendere, infine, un dovuto atto di giustizia ai ferrovieri pensionati in attesa di veder riconosciuto il loro diritto, come è già avvenuto per tutti gli altri pubblici dipendenti.
L'approvazione della presente proposta di legge, oltre a eliminare l'enorme contenzioso di cui è gravata l'amministrazione della giustizia, presso la quale pendono migliaia di ricorsi giudiziari avanzati dai ferrovieri, comporterebbe anche un vantaggio economico per le Ferrovie stesse.
Infatti, la stragrande maggioranza delle sentenze emesse finora, oltre alle spese aggiuntive di giustizia a carico delle Ferrovie dello Stato, condannano le Ferrovie stesse anche al pagamento degli interessi e della rivalutazione monetaria che fanno addirittura più che raddoppiare l'importo del diritto riconosciuto.
D'altronde, va ricordato che la Corte di cassazione, con sentenza n. 2249 del 2 giugno 1977, stabiliva che «le parti contraenti degli accordi triennali per il personale del pubblico impiego non hanno la disponibilità di escludere dai miglioramenti i soggetti in servizio alla data iniziale dell'accordo e collocati in quiescenza nel triennio di validità».
Tale principio veniva ribadito dal tribunale amministrativo regionale del Lazio,